giovedì 23 dicembre 2010

In cerca di Natività (di Franco Santoro)

Il Solstizio d’Inverno e i successivi giorni del Capricorno, incluso Natale, sono sempre stati un periodo significativo poiché segnano l’ingresso nel nostro mondo separato di una divinità solare, un essere luminoso in totale armonia con Dio, una manifestazione perfetta della nostra vera natura multidimensionale sulla terra, di cui Gesù è portatore.

Il Cristo cui mi riferisco è un’eterna condizione multidimensionale, la rappresentazione della nostra vera natura, laddove l’ego, il sé separato, occulta la nostra vera natura,. Nel corso della storia umana molti ricercatori hanno tentato di trascendere tale identità separata, causa d’ogni sofferenza e avversità. 

L’ego in sé non è cattivo, quando definisce i confini dell’identità ordinaria di cui abbiamo bisogno per far fronte alla realtà quotidiana. Ma l’ego è la più gran calamità quando c’imprigiona in un sé separato, privo d’ogni connessione con gli altri e con l’infinità del nostro essere. Il modo migliore per trascendere l’ego è attraverso il sentiero del perdono, che è la strada del vero Amore, la via per scoprire la nostra connessione con Dio e con chi realmente siamo.

Ogni essere umano ha la capacità di sperimentare il vero Amore e la presenza di Dio. Per molte persone il termine Dio ha perso interesse ed è perfino considerato con repulsione e resistenza. Tra molte persone, inclusi anche individui spirituali, è talvolta inopportuno menzionare Dio, siccome potrebbe facilmente dare un’impressione sbagliata e causare pregiudizi. Questo accade perché alcuni concetti di Dio derivano da scritture e regole che forniscono una falsa immagine di Dio, che suscita paura, colpa e giudizio. 

Questo è il Dio creato dall’ego, un falso idolo che ha lo scopo di mantenere il nostro mondo separato. Eppure esiste un altro Dio, il vero Dio, che è l’oggetto della nostra ricerca. Quando paura, colpa e giudizio sono all’opera l’ego ha il comando e non c’è traccia del vero Dio, che è Amore incondizionato ed è sperimentato nel profondo dei nostri cuori, nel territorio interiore del nostro essere. 
 
Non importa quale nome usiamo per definire Dio. Dio assume molte forme e nomi, e Cristo, Spirito Santo e Gesù sono solo termini specifici tra migliaia. Ciò che conta è ovviamente l’esperienza di Dio, non la forma che impiego per rivolgermi a Dio. Quello che la maggior parte delle persone sul sentiero cerca oggi non sono formalità spirituali, dottrine, guru o credi, ma sentieri d’esperienza diretta. 

Cerchiamo una comunione diretta con Dio, un’esperienza diretta di Amore e la verità riguardo chi siamo. Il perdono è la via per lasciar andare il sé separato che blocca quest’esperienza, e svelare la realtà del vero Amore, che è Dio Stesso. È un sentiero che implica la risoluzione sistematica di conflitti e dualità, una strada che fermamente apre la via all’unità e all’abbandono di tutta la sofferenza del mondo separato.

Questi giorni di celebrazione sono potenti, poiché possono permetterci di portare nel presente la nascita di Cristo e di tutti gli esseri luminosi che hanno vissuto su questa terra. In questo periodo, mentre commemoriamo la Natività, celebriamo anche la nascita del Cristo in noi. 

Gesù è rinato in noi quando ci volgiamo alla nostra interiorità e sveliamo la fonte interiore del vero Amore. Ogni volta che ci fermiamo e guardiamo dentro di noi, invitando la presenza di Dio, del genuino Amore, il Cristo è rinato in noi e la via del perdono si schiude con decisione.

Che cosa significa realmente fare rinascere Gesù in noi? Cosa vuole dire in pratica camminare lungo la via del perdono? 

Questi termini possono sembrare talvolta astrazioni o concetti vuoti, suscettibili di malintesi e confusione, specialmente quando siamo coinvolti nei drammatici e gravosi problemi della vita di tutti i giorni. Fare rinascere il Cristo in noi significa darGli il permesso di guidarci fuori dalla miseria e dal dolore della nostra vita separata. Questo è il perdono. È la pratica continua di identificare noi stessi e tutto ciò che esiste soltanto con l’affetto e l’amore, esprimendolo attivamente, mentre lasciamo andare tutto ciò che gli è estraneo.

Perdonare è semplicemente ricordare solo i pensieri d’amore che hai dato nel passato e quelli che ti sono stati dati. Tutto il resto deve essere dimenticato. Perdonare è ricordare in modo selettivo, non basato sulla tua selezione.” (UCIM, T 378)

Gesù è rinato in noi, e il perdono si rivela, quando cerchiamo Dio nell’intimo, quando ricordiamo chi veramente siamo, quando abbandoniamo la nostra identità illusoria e ci apriamo al luminoso mistero interiore. È rinato quando scegliamo di vedere il volto di Cristo in tutti i nostri fratelli e sorelle, inclusi noi stessi. 

Il perdono è la pratica di mandare il Benocchio, che è l’opposto del Malocchio, e significa guardare gli altri attraverso gli occhi amorevoli dell’innocenza, senza vedere rancori e miseria. In questo modo tutti noi c’illuminiamo e risplendiamo in piena bellezza, non perché qualcosa di fisico è accaduto, ma semplicemente perché possiamo vedere gli altri senza le proiezioni di colpa e sofferenza che avevamo un tempo lanciato.

Questo fratello che sta al tuo fianco sembra essere ancora un estraneo. Non lo conosci e la tua interpretazione di lui fa molta paura. E lo attacchi ancora, per mantenere indenne ciò che sembri essere tu. Tuttavia la tua salvezza è nelle sue mani. Vedi la sua pazzia, che odii perché la condividi. E tutta la pietà e il perdono che la guarirebbero, cedono davanti alla paura. Fratello, hai bisogno di perdonare tuo fratello, perché insieme condividerete la pazzia o il Cielo. E tu e lui alzerete gli occhi insieme con fede, o non li alzerete affatto.” (UCIM, T-19.IV.D.12)

Praticare il perdono significa scandagliare la nostra mente e il nostro cuore, in cerca di aree di rancore e sofferenza, e offrirle come dono a Dio. Con il Capricorno raggiungiamo l’apice dell’oscurità, della separazione e della densità, ma questa massima espressione delle tenebre è seguita dal trionfo della luce. È il periodo dell’anno che segna il culmine dell’oscurità, la quale arriva come un dono per essere benedetta dalla luce emergente.

Il segno del Natale è una stella, una luce nell’oscurità. Non vederla fuori di te, ma splendente nel Cielo interiore, e accettala come segno che il tempo di Cristo è venuto. Egli viene senza esigere nulla. Non chiede alcun sacrificio di niente e di nessuno. Alla Sua Presenza l’intera idea di sacrificio perde ogni significato. Perché Egli è Colui Che ospita Dio. E tu non devi far altro che invitare Colui che è già lì, riconoscendo che il Suo Ospite è Uno, e nessun pensiero estraneo alla Sua Unità può dimorare lì con Lui.” (UCIM, T15, XI.2)

Perdonare significa esprimere la scelta risoluta di consentire il rilascio del dolore e della sofferenza. Ci rendiamo conto che non intendiamo tenerci ancora dentro i nostri rancori. Diventiamo consapevoli che non ci serve tenere questi rancori per dimostrare quanto siamo sfortunati, in che modo orribile qualcuno ci ha feriti o com’è disperata la nostra vita.

 “Questo Natale dai allo Spirito Santo tutto ciò che ti ferisce. Permettiti di essere completamente guarito così che ti possa unire a Lui nella guarigione, e celebriamo insieme la nostra liberazione liberando tutti con noi. Non lasciarti nulla alle spalle, perché la liberazione è totale e quando l’avrai accettata con me la darai con me. Ogni dolore, sacrificio e piccolezza scompariranno nella nostra relazione, che è innocente come la relazione con nostro Padre, e altrettanto potente. Il dolore verrà portato a noi e scomparirà in nostra presenza, e senza dolore non può esserci sacrificio. E senza sacrificio, lì deve esserci l’amore.” (UCIM, T15, XI.3)

L’essenza del Natale è l’Amore. Lo Spirito si manifesta nel mondo separato attraverso la nascita di un essere umano luminoso. Ogni anno durante questo periodo l’energia del Cristo fluisce sulla terra, pervadendo il nostro mondo con il seme dell’unità e l’invito ad unirsi a Dio. Gesù è un esempio di quest’incarnazione, ma tutti noi lo siamo! Tutti noi possiamo diventare la manifestazione di Dio, i veicoli d’Amore in questo mondo. Non è un’impresa solitaria. 

Dio e Amore sono unità, e la loro manifestazione è possibile soltanto quando ci uniamo insieme, riconoscendo lo stesso Amore in ognuno di noi. Non possiamo vedere Dio con gli occhi fisici, ma possiamo vedere i nostri fratelli e sorelle come realmente sono. Svelando la luce e l’amore in loro, Dio s’incarnerà in loro e scopriremo chi veramente sono. Quando vediamo la luce nei nostri amici, impariamo a riconoscere Dio che si esprime attraverso loro, e in questo modo impariamo anche a diventare consapevoli di come Dio opera in noi.

Quando ti avvicini a un fratello ti accosti a me, e quando ti ritiri da lui ti allontani da me.  La Salvezza è un'impresa collaborativa. Non può essere intrapresa con successo da coloro che si disimpegnano nei confronti della Figliolanza, perché essi si stanno disimpegnando da me. Dio verrà da te solo finché Lo offrirai ai tuoi fratelli. Prima impara su di loro e sarai pronto per udire Dio. Questo perché la funzione dell'amore è una sola." (UCIM, T4.VI:8). 

Il perdono è l’arte di imparare a percepire tutte le nostre relazioni come una prova della nostra santità, invece che come una fonte di rancori. È lasciare andare l’immondizia che abbiamo proiettato sui nostri fratelli e sorelle, che è la stessa immondizia che abbiamo proiettato su noi stessi. È permettere al cielo stellato di penetrare l’oscurità del firmamento invernale, spargendo benedizioni su chiunque ci circonda, all’interno e all’esterno. 

L’intero Zodiaco può essere esplorato dalla prospettiva del perdono, usando i 12 differenti segni come rappresentazioni di tutti gli aspetti della vita, di tutti gli altri, dentro e fuori di noi, lasciando andare i loro rancori e supportando il loro ritorno alla luce originale cui appartengono. In questo modo il Cristo è nato di nuovo in noi, perché è nato nuovamente in ognuno e in ogni cosa. Mentre entriamo in questo periodo festivo lasciamo che ogni albero di Natale, ogni decorazione che vediamo nelle strade, ogni volta che spediamo o riceviamo una cartolina natalizia, ogni momento in cui auguriamo Buon Natale a qualcuno o riceviamo i suoi santi auguri, sia una conferma che il Cristo è venuto in noi e, attraverso noi, a tutti e a tutto ciò che esiste.



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