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venerdì 22 novembre 2013

Il bersaglio

Il Sagittario mira e colpisce il bersaglio, ha qualcosa di preciso da realizzare e manifestare nella vita, e lo fa con gioia e innocenza, eccitato dal rischio e dall'entusiamo che ne deriva. Quindi poche storie sul coltivare l'assenza dei desideri, accettare le cose come stanno ed essere cauti! 

Se ci troviamo qui su questo pianeta è perché siamo alla ricerca di qualcosa, qualcuno, noi stessi, la verità, la Luce. Nell'impeto dell'arciere non c'è spazio per chi crede di avere già tutte le risposte o di non avere alcuna domanda o che ritiene inutile perseguire alcun traguardo.

E allora, ti chiedo: secondo l'esperienza diretta della tua vita, qual è il tuo bersaglio? Quale traguardo vuoi raggiungere per te stesso, gli altri, il pianeta?

Sottolineo secondo l'esperienza diretta della tua vita perché ci sono anche le esperienze degli altri, con tutte le credenze morali, sociali e religiose, che continuamente indicano dei bersagli, degli obiettivi riguardo ciò che è ritenuto giusto nella vita di tutti.

Se rifletti bene ti puoi avvedere che i dolori più grandi non si creano quando manchiamo un bersaglio, bensì quando facciamo sforzi immani per raggiungere obiettivi che non ci riguardano, negando o giudicando sbagliato ciò che vogliamo veramente.

La principale difficoltà e il paradosso nel trovare e colpire il bersaglio giusto, è che è in relazione col colpire i bersagli sbagliati. E' in rapporto col Buio, dentro e fuori di noi. Solo quando riconosciamo e trasformiamo questo Buio, e i relativi bersagli errati, allora troviamo la Luce, colpiamo il bersaglio giusto. 

Il Sagittario è un campione nell'individuare il bersaglio giusto, perché conosce molto bene i bersagli sbagliati. Il Sagittario è un maestro nel trovare la Luce, appunto perché è il segno di massimo Buio. E nelle massime condizioni di Buio, anche la Luce più minuscola può essere identificata.

Questa è la forza del Sagittario, la sua Luce non si basa sulla negazione del Buio. Al contrario è tramite l'eccesso di Buio che è capace di trovare la Luce. 

"Affrontare il buio, ammettere il dolore, permettere al dolore di essere dolore, non è mai facile. Ecco perché il coraggio - la grande apertura del cuore - è la virtù più essenziale nel percorso spirituale. Ma se non lasciamo che il dolore sia dolore - e la nostra intera cultura patriarcale rifiuta proprio questo - il dolore ci ossessionerà nei nostri incubi. Diventeremo le vittime del dolore invece dei guaritori che abbiamo il potenziale di essere." (Matthew Fox, Sole in Sagittario, Luna in Vergine) 

Il lancio della freccia del Sagittario mostra l'emergenza dal Buio della vita ordinaria e dei condizionamenti, e il passaggio nella Luce di chi siamo, e di ciò che vogliamo veramente.

Allora, ti chiedo ancora, secondo l'esperienza diretta della tua vita, qual è il tuo bersaglio? Quale traguardo vuoi raggiungere per te stesso, gli altri, il pianeta?

Non aspettare, identificalo in questo momento, concentrati su quello che vuoi profondamente ora. Se sei veramente onesto con te stesso, non puoi sbagliare. Quando sei profondamente onesto con te stesso, comprendi che lo sbaglio più fatale che puoi fare è di ritenerti sbagliato in partenza, di credere che solo gli altri possiedono la ricetta dei bersagli giusti.  

Allora, inquadra il tuo vero bersaglio, prendi bene la mira, e tira.

© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

Prossimi programmi e seminari,vedi: 
Per consultazioni con Franco Santoro vedi:
o scrivi a provordo@yahoo.co.uk

Per il libro "Astrosciamanesimo" in edizione Kindle vedi: 
http://astrosciamanesimo.blogspot.de/2013/08/astrosciamanesimo-libro-uno-dopo-10.html

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giovedì 21 novembre 2013

Finalmente il Sagittario!

Tra tutti i simboli astrologici, il glifo del Sagittario è sicuramente uno dei più diretti. La freccia dell’arciere puntata in alto trasmette un immediato senso di direzione, rilascio, innalzamento e propositi elevati. La freccia è anche la parte terminale del glifo dello Scorpione, e in vero non c’è modo di comprendere il Sagittario senza lo Scorpione, e viceversa.

Questo è il periodo più buio dell’anno, tuttavia è anche il più illuminante perché annuncia l’arrivo del Solstizio d’Inverno, comprendendo la stagione dell'Avvento, e l’inevitabile ritorno della luce, che aumenta la fiducia in tutto ciò che è buono, luminoso e bello in ognuno di noi, incluso il mondo e l’universo in generale. 

Una semplice domanda da farsi in questa stagione è: 

Cos’è buono, luminoso e bello nella vita? 

oppure 

Cosa è stato buono, luminoso e bello nella vita?

o anche 

Cosa può essere buono, luminoso e bello nella vita?

Non importa quale tempo o verbo impieghi per questa domanda, fintanto che ci sono “buono, luminoso e bello nella vita”, il punto focale è sempre lo stesso. 

E il Sagittario è campione nel focalizzarsi verso il “buono, luminoso e bello nella vita”, un guerriero invincibile, destinato a guidarti trionfalmente verso la luce anche nel culmine dell’oscurità.

Dopo aver percorso e padroneggiato il sentiero dell’oscurità, il Sagittario è sfidato a trovare un obiettivo sul quale dirigere le sue potenti energie. Parte della sfida in questo caso riguarda distinguere tra obiettivi derivati da credenze di seconda mano, o condizionamenti, e quelli fondati sull’esperienza diretta, o su ciò che è “buono, luminoso e bello nella vita” in base alla propria verità.

Il volo della freccia del Sagittario esemplifica l’emergere, dall’oscurità dell’oltretomba e dal grigiore del mondo ordinario, nei regni d’inconcepibile luce che esistono oltre. Tuttavia questo viaggio è basato intimamente sull’apprezzamento luminoso di tutti gli aspetti della vita, alti e bassi, in modo che, transitando attraverso il paesaggio terreno, tutto ciò che vi si trova è pienamente goduto e celebrato.

Il Sagittario è il senatore dei segni di fuoco. Questi segni rappresentano il potere corroborante e vitale dell’intero cerchio astrologico. Essi incarnano l’energia pura e la forza della vita, in grado di trasformare direttamente e istantaneamente tutto ciò che toccano. Il fuoco cardinale dell’Ariete rivela la scintilla originale e il potere d’accensione, che brucia se stesso con rapidità e passione in modo da nutrire le fiamme statiche del fuoco fisso del Leone, che è fuoco al culmine della sua grandiosità, visibilità e forza. 

Il fuoco mutevole del Sagittario è la fiamma sotto le ceneri, la brace ardente e incandescente. Questi tizzoni irradiano una quantità enorme di calore quando il fuoco è estinto, e tuttavia possono ancora trasformarsi in fiamma con un improvviso soffio d’aria. La brace rappresenta il fuoco nella sua piena maturità, che arde con calore costante, ideale per cuocere delizioso cibo, così come per energizzare tutto ciò che è buono, luminoso e bello.

Vi auguro bellezza, pace e bene per le prossime fumate di festività! 


© Franco Santoro, info@astroshamanism.org
Immagine: Spirito Totem del Sagittario


Prossimi programmi e seminari,vedi: 

Varsavia, Polonia, 30 novembre – 1 dicembre 2013, Il Grande Salto, con Franco Santoro (vedi: (https://www.facebook.com/events/469523846478947/)

Terra di Luce, Corvaro (Rieti), 21-22 dicembre 2013, Manifesta il tuo Talento: Sull'onda del Solstizio d'Inverno, con Franco Santoro, Liliana Cozza, Luciano Engaldini, (vedi:https://www.facebook.com/events/370419856422206/)

Terra di Luce, Corvaro (Rieti), 27 dicembre 2013 - 2 gennaio 2014, Ritiro Astrosciamanico del Nuovo Anno, con Franco Santoro (vedi: 
http://astrosciamanesimo.blogspot.de/2013/08/27-dicembre-2013-2-gennaio-2014-portale.html)

Per consultazioni con Franco Santoro vedi:
o scrivi a provordo@yahoo.co.uk

Per il libro "Astrosciamanesimo" in edizione Kindle vedi: 
http://astrosciamanesimo.blogspot.de/2013/08/astrosciamanesimo-libro-uno-dopo-10.html

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mercoledì 20 novembre 2013

Sagittario e Temperanza

Il Sagittario è un segno mutevole e ogni segno mutevole è preceduto da un segno fisso, che in questo caso è lo Scorpione. I segni fissi esaltano la natura di uno specifico elemento, consentendogli di essere fermo e permanente.

Questo è l’apice dello stadio di identificazione, seguito poi dalla fase di Temperanza, la connessione di quella parte identificata con altre parti che hanno pure bisogno di essere riconosciute. Essere su un sentiero di guarigione olistica implica recuperare ogni parte di noi stessi, affidandoci alla rete della vita e sviluppando una consapevolezza multidimensionale.

La fase di Temperanza rappresenta la fusione, l’integrazione e la mescolanza di elementi dissimili allo scopo di raggiungere equilibrio e sinergia. Questo principio è rappresentato dall’arcobaleno, associato con l’arciere del Sagittario, costituito da sette colori che rappresentano i pianeti visibili del sistema solare. 

Nei miti Indù l’arcobaleno è l’arco di Indra, il dio del tuono, del fulmine e dei temporali (associato a Giove, governatore del Sagittario), mentre nella mitologia greca è il sentiero creato dalla dea Iris, che è l’angelo raffigurato nella carta dei tarocchi della Temperanza, allo scopo di connettere Cielo e Terra. Iris, similmente a Mercurio, è la messaggera degli dei dell’Olimpo e come lui possiede un caduceo. Viaggia nel mondo sotterraneo per riempire la sua coppa d’oro con l’acqua del fiume Stige, con la quale addormenta gli spergiuri.

Sebbene il sole splendente e la radiosità dell’angelo forniscano molta luminosità, la Temperanza è in definitiva una carta del mondo degli Inferi e, data la sua associazione con il Sagittario, ultimo stadio dell’autunno, rappresenta in effetti il culmine dell’oscurità. Ciò è rappresentato anche dai gigli sullo sfondo della carta dei tarocchi della Temperanza, che sono fiori tradizionalmente collegati con l’Ade e la morte, e tuttavia emblema di virtù, fertilità e il principale simbolo del perdono in Un Corso in Miracoli: 

“Tuttavia un solo giglio di perdono cambierà l’oscurità in luce, l’altare delle illusioni nel santuario della Vita Stessa. E la pace sarà riportata per sempre alle sante menti che Dio ha creato come Suo Figlio, Sua dimora, Sua gioia, Suo amore, completamente Suo, completamente uno con Lui”. (UCIM, L, II p.,12-5)

Immagine: Temperanza di Giovanni Bellini




© Franco Santoro, info@astroshamanism.org

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lunedì 21 novembre 2011

Sagittario, benvenuto! (di Franco Santoro)



Tra tutti i simboli astrologici, il glifo del Sagittario è sicuramente uno dei più diretti. La freccia dell’arciere puntata in alto trasmette un immediato senso di direzione, rilascio, innalzamento e propositi elevati. La freccia è anche la parte terminale del glifo dello Scorpione, e in vero non c’è modo di comprendere il Sagittario senza lo Scorpione, e viceversa.

Questo è il periodo più buio dell’anno, tuttavia è anche il più illuminante perché annuncia l’arrivo del Solstizio d’Inverno e l’inevitabile ritorno della luce, che aumenta la fiducia in tutto ciò che è buono, luminoso e bello in ognuno di noi, incluso il mondo e l’universo in generale. 

Un’ottima ma semplice domanda da farsi in questa stagione è: 

Cos’è buono, luminoso e bello nella vita? 

oppure 

Cosa è stato buono, luminoso e bello nella vita?

o anche 

Cosa può essere buono, luminoso e bello nella vita?

Non importa quale tempo o verbo impieghi per questa domanda, fintanto che ci sono “buono, luminoso e bello nella vita”, il punto focale è sempre lo stesso. 

E il Sagittario è campione nel focalizzarsi verso il “buono, luminoso e bello nella vita”, un guerriero invincibile, destinato a guidarti trionfalmente verso la luce anche nel culmine dell’oscurità.

Dopo aver percorso e padroneggiato il sentiero dell’oscurità, il Sagittario è sfidato a trovare un obiettivo sul quale dirigere le sue potenti energie. Parte della sfida in questo caso riguarda distinguere tra obiettivi derivati da credenze di seconda mano, o condizionamenti, e quelli fondati sull’esperienza diretta, o su ciò che è “buono, luminoso e bello nella vita” in base alla propria verità.

Il volo della freccia del Sagittario esemplifica l’emergere, dall’oscurità dell’oltretomba e dal grigiore del mondo ordinario, nei regni d’inconcepibile luce che esistono oltre. Tuttavia questo viaggio è basato intimamente sull’apprezzamento luminoso di tutti gli aspetti della vita, alti e bassi, in modo che, transitando attraverso il paesaggio terreno, tutto ciò che vi si trova è pienamente goduto e celebrato.

Il Sagittario è il senatore dei segni di fuoco. Questi segni rappresentano il potere corroborante e vitale dell’intero cerchio astrologico. Essi incarnano l’energia pura e la forza della vita, in grado di trasformare direttamente e istantaneamente tutto ciò che toccano. Il fuoco cardinale dell’Ariete rivela la scintilla originale e il potere d’accensione, che brucia se stesso con rapidità e passione in modo da nutrire le fiamme statiche del fuoco fisso del Leone, che è fuoco al culmine della sua grandiosità, visibilità e forza. 

Il fuoco mutevole del Sagittario è la fiamma sotto le ceneri, la brace ardente e incandescente. Questi tizzoni irradiano una quantità enorme di calore quando il fuoco è estinto, e tuttavia possono ancora trasformarsi in fiamma con un improvviso soffio d’aria. La brace rappresenta il fuoco nella sua piena maturità, che arde con calore costante, ideale per cuocere delizioso cibo, così come per energizzare tutto ciò che è buono, luminoso e bello.

Sviluppi buoni, luminosi e belli sono in gestazione sul fronte astrosciamanico di guarigione per il prossimo anno, che nel conto alla rovescia verso il 21 dicembre 2012. 



Vi auguro bellezza, pace e bene per le prossime fumate di festività!

Franco

PS: Il sole entra in Sagittario il 22 novembre 2011 alle 17:07 ora italiana.

Per questo articolo originale in inglese clicca qui.


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domenica 20 novembre 2011

Temperanza - Sagittario: Un Viaggio Astrosciamanico nei Tarocchi di Franco Santoro


Gli articoli di questa serie sono semplicemente una panoramica introduttiva sull’argomento. 
Per l'articolo introduttivo a questa serie, clicca qui. 
Per l'edizione originale in inglese clicca qui. 

Il Sagittario è tradizionalmente associato alla Temperanza, il tredicesimo Arcano Maggiore nella maggior parte dei Tarocchi. 

Nei Tarocchi di Rider Waite questa carta raffigura un angelo alato in piedi, con un piede sulla terra e l’altro nell’acqua, mentre versa un liquido da una coppa ad un’altra. Le due coppe non sono parallele e il loro flusso, che sfida la legge ordinaria di gravità, è il risultato della gentile e attenta concentrazione dell’angelo.
La coppa nella mano sinistra versa dell’acqua nella coppa della mano destra, invertendo i ruoli tradizionali della polarità, con la mano destra che diventa ricettiva e femminile, e la sinistra che svolge il ruolo attivo e maschile.

La Temperanza opera come un ponte tra polarità opposte aumentando la mobilità e la capacità di alternare la loro sfera di influenza, mediante la quale nulla rimane bloccato e la rete della vita continua a fluire. 

Il Sagittario è un segno mutevole e ogni segno mutevole è preceduto da un segno fisso, che in questo caso è lo Scorpione. I segni fissi esaltano la natura di uno specifico aspetto, che portano al culmine, consentendogli di essere fermo e permanente.

Questo è l’apice dello stadio di identificazione, seguito poi dalla fase di connessione di quella parte identificata con altre parti che hanno pure bisogno di essere identificate, nel processo di recupero. Essere su un sentiero di guarigione implica stabilire un intento e dargli una forma fissa e concreta, poi affidarlo alla rete della vita connettendo quella forma ad altre forme finché l’integrità del cerchio è pienamente risvegliata.

La Temperanza rappresenta la fusione, l’integrazione e la mescolanza di elementi dissimili allo scopo di raggiungere un equilibrio e una sinergia armonici. Questo principio è rappresentato dall’arcobaleno, associato con l’arciere del Sagittario, costituito da sette colori che rappresentano i pianeti visibili del sistema solare. 

Nei miti Indù l’arcobaleno è l’arco di Indra, il dio del tuono, del fulmine e dei temporali (associato a Giove, governatore del Sagittario), mentre nella mitologia greca è il sentiero creato dalla dea Iris, che è l’angelo raffigurato nella carta, allo scopo di connettere Cielo e Terra. Iris, similmente a Mercurio, è la messaggera degli dei dell’Olimpo e come lui possiede un caduceo. Viaggia nel mondo sotterraneo per riempire la sua coppa d’oro con l’acqua del fiume Stige, con la quale addormenta gli spergiuri.

Sebbene il sole splendente e la radiosità dell’angelo forniscano molta luminosità, la Temperanza è in definitiva una carta del mondo degli Inferi e, data la sua associazione con il Sagittario, ultimo stadio dell’autunno, rappresenta in effetti il culmine dell’oscurità. Ciò è rappresentato anche dai gigli sullo sfondo, che sono fiori tradizionalmente collegati con l’Ade e la morte, e tuttavia emblema di virtù, fertilità e il principale simbolo del perdono in Un Corso in Miracoli: 

“Tuttavia un solo giglio di perdono cambierà l’oscurità in luce, l’altare delle illusioni nel santuario della Vita Stessa. E la pace sarà riportata per sempre alle sante menti che Dio ha creato come Suo Figlio, Sua dimora, Sua gioia, Suo amore, completamente Suo, completamente uno con Lui”. (UCIM, L, II p.,12-5)

La Temperanza è una delle virtù cardinali elencate dai filosofi greci classici e dalla tradizione cristiana, assieme a prudenza, giustizia e fortezza. Il termine greco per “temperanza” è sophrosune che significa moderazione, autocontrollo, salute mentale, e l’equilibrio armonioso dell’anima. 

Come dice Jack Crabtree, interpretando la definizione di Platone di sophrosune, in “The Miracle of Sophrosune”, è “la virtù dell’auto-accettazione illuminata, un’auto-accettazione basata su un’accurata comprensione di chi realmente si è, un’auto-accettazione che sfocia in un umile e stabile appagamento e persegue il ruolo del proprio destino nell’umana esistenza.” 

Era considerata la più importante tra tutte le virtù umane, il modello per la massima espressione di vita, che abbraccia la realizzazione sia nel mondo interiore che in quello esteriore. L’applicazione di questa virtù di moderazione spesso comporta la capacità di resistere al centro di estremi opposti, il che implica anche, secondo le circostanze, imparare ad andare più verso l’uno piuttosto che verso l’altro. 

Il riferimento alla moderazione è stato anche trovato nell’iscrizione del Tempio di Apollo a Delfi, dove la massima ampiamente rinomata “Conosci Te Stesso” era preceduta dal meno conosciuto detto “Nulla di Troppo”, ossia “Nulla di Troppo e Conosci Te Stesso”, che collocava l’arte della moderazione come una priorità per conoscere se stessi. Per un video sul mistero della virtù perduta di sophrosune clicca qui.

Nel Libro Gnostico dei Santi, il compagno del libro I Tarocchi dei Santi, Robert M. Place associa la Temperanza a San Benedetto da Norcia, fondatore delle comunità monastiche cristiane occidentali, che “a differenza di molti martiri e asceti della Chiesa primitiva, fu un esempio di armonia e moderazione. Fu maestro dell’arte di vivere, e come Buddha, capì che l’ascetismo estremo era un’altra trappola dell’ego.”